mercoledì 10 agosto 2016

La mia #top5summer e...buona estate!

Finalmente riesco a ritagliarmi un po' di tempo per partecipare all'iniziativa di Eli dedicata alla nostra personale classifica musicale estiva.
Le regole del gioco sono davvero semplici e le potete trovare in questo post da cui potete anche scaricare il coloratissimo logo dell'iniziativa!
Ecco le mie cinque canzoni estive:

Al quinto posto Elisa con No Hero: la canzone non è proprio dell'ultimo periodo ma Elisa mi è sempre piaciuta, ha una voce davvero splendida e quando canta in inglese mi piace ancora di più!


Al quarto posto Justin Timberlake con Can't stop the feeling: che dire, Justin è sempre Justin, la canzone ha un bel ritmo coinvolgente così come il video e lui è sempre un bel vedere (e onestamente non è male nemmeno come attore)


Da qui in poi le canzoni che cantiamo sempre con Tito *
Al terzo posto J-AZ e Fedez con Vorrei ma non posto: il vero tormentone dell'estate, una coppia azzeccatissima, due artisti che mi piacciono molto anche in versione coach. Tito l'ha imparata subito e la canta a squarciagola ogni volta che la sentiamo alla radio


Al terzo posto Alvaro Soler con Sofia: da quando è uscita questa hit, alla mia nipotina Sofia è stato "cambiato" il nome utilizzando l'accento di questa canzone anche se secondo me non ne è molto contenta :-)


Al primo posto Luca Carboni con Happy: non sono mai stata appassionata di Luca Carboni ma questa canzone mi piace, è estiva, fresca, allegra, Tito l'ha imparata facilmente e la mettiamo al primo posto!


* da questa classifica ho escluso altri due tormentoni di Tito: Innamorata di Laura Pausini perché l'ha cantata talmente tanto da non poterla più sentire e Andiamo a comandare di Fabio Rovazzi, la sua fissa del momento, soprattutto quando dice: col trattore in tangenziale (maschi!)

Con questo post vi auguro buona estate e ci ritroviamo a settembre!

venerdì 22 luglio 2016

Agata / Lola Casas


Agata è una bambina piccola piccola con un sogno grandissimo!
Ha lo stesso nome della sua mamma, della sua nonna e della sua bisnonna: un nome bello, sonoro e forte proprio come lei che ama la musica e cantare a tutte le ore.
Essere magra e piccina le crea qualche problema nella vita di tutti i giorni: difficile per lei raggiungere i posti più alti, trasportare cose ingombranti o anche solo scendere dal letto la mattina. Per non parlare di scuola e cinema: ad Agata servono un bel pò di cuscini per restare comoda!
Ma essere piccoli ha i suoi lati vantaggi: difficile trovarla quando si gioca a nascondino e nella pallacanestro riesce a sgusciare fra i suoi compagni veloce come un lampo.
Un giorno Agata confida alla mamma e alla sua famiglia di voler studiare musica, in particolare il violoncello. Tutte le Agate della famiglia rimangono sbalordite: il violoncello è troppo grande per una bambina così minuscola...sarebbe forse meglio un flauto?
Ma lei  non si lascia scoraggiare e vuole il suo violoncello al quale vuole bene perché lo può abbracciare, parlare a bassa voce, può cantargli e cullarlo e perché il suo suono l'accarezza.
Agata frequenta la scuola di musica due volte a settimana e un giorno, recandosi a lezione, in mezzo alla folla incontra Alberto e il suo violoncello: un nuovo piccolo amico con cui può condividere la sua passione!

Questo libro ci è piaciuto perché racconta quanto i sogni siano potenti: Agata così piccola che sogna di suonare uno strumento enorme per lei, non viene osteggiata dalla famiglia (cercano di convincerla a cambiare strumento ma senza insistere più di tanto) che oltretutto ritiene che Agata debba custodire nel suo cuore il perché di questa scelta.
Il bello dei bambini è anche questo: sognare in grande e senza limiti!
Mi è piaciuto molto anche come è descritto il rapporto esclusivo tra Agata e il suo strumento e ho trovato le illustrazioni molto delicate e perfettamente in sintonia con la storia.

Agata
Lola Casas e Augustin Comotto
Edizioni Lapis
€ 13.50

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma

giovedì 21 luglio 2016

Di mamme e tattoo

Sempre più mio
Quando si prende la decisione di tatuarsi un nome sulla pelle, si deve assolutamente essere più che sicuri che questo nome lo vorremo portare sul nostro corpo per tutta la vita.
La decisione non va presa con leggerezza perché c'è sempre il rischio che in un futuro il nome tatuato porti con sé solo brutti ricordi.
I tatuaggi mi sono sempre piaciuti: quelli grandi e colorati mi piace guardarli sulle altre persone, quelli con un significato profondo per chi li ha fatti mi affascinano mentre quelli su collo o mani proprio non mi piacciono.
Ho 5 tatuaggi che non amo tutti allo stesso modo: gli ultimi due (risalenti ormai a un anno fa) li ho dedicati ai due uomini che amerò incondizionatamente per tutta la vita, mio figlio e il mio papà.
Due amori che dureranno nel tempo al di là di litigi, incomprensioni e scelte non condivise, due tatuaggi che non rimpiangerò mai e che non mi stancherò mai di guardare, due amori diversi che mi accompagneranno sempre.
Ho aspettato tanto a farli perché volevo trovare il font più adatto per scrivere il nome di mio figlio e il tratto più appropriato per la croce dedicata a mio papà.
Ci ho pensato molto, ho cercato e visto centinaia di foto, valutato le mie idee e parlato col tatuatore che ha saputo capire ed interpretare quello che volevo e alla fine mi sono decisa e non me ne sono mai pentita.
E voi avete dedicato qualcosa di speciale alle persone importanti della vostra vita?

venerdì 15 luglio 2016

Se domani farà bel tempo / Luca Bianchini

Non esistono persone perfette, solo intenzioni perfette

Leonardo, per tutti Leon, è un 27enne della Milano bene: famiglia ricca, case nei posti più trendy, nessun obbligo di lavorare, una passione incontrollabile per la cocaina ed una ragazza, Anita, che non è più disposta ad accettare questo suo vizio né tantomeno i suoi tradimenti.
L'abbandono di Anita è la prima vera stoccata nella sua vita tanto che Leon reagisce nell'unico modo che conosce: abusando di alcool e coca e mandando regali lussuosi ad Anita.
Regali che però non riescono a riportarla da lui anzi Anita inizia ad uscire con un amico comune e nemmeno le suppliche e le promesse di Leon riescono a farle cambiare idea.
Una sera in cui si sente particolarmente infelice e senza niente da perdere, Leon si inietta della cocaina in vena e lì cambia tutto: il rischio corso e la paura di morire gli fanno prendere la decisione di andarsene per un po', di cambiare aria e giro di amici.
Si trova così diretto verso la Toscana e più precisamente a Trequanda una tenuta che suo nonno ha amato molto e cha ha lasciato in eredità a Donna Lavinia.
Arrivato come il "signorino" (così lo chiamano gli abitanti e i lavoratori di Trequanda) abituato a vivere nell'ozio, Leon scoprirà un mondo del tutto nuovo fatto di persone che lavorano e che faticano ogni giorno specialmente in quel periodo di vendemmia.
L'interesse verso Giulia, una giovane vendemmiatrice, è lo stimolo che lo conduce verso il suo primo lavoro, un lavoro duro e sfiancante che nessun pensava fosse in grado di affrontare e che lo porta ad abbandonare pregiudizi e vecchie abitudini.

Una madre opprimente, un padre che lo cerca solo al bisogno, un fratello forse peggiore di lui e una sorella che può giocare con le Winx solo di nascosto sono il background di Leon.
Sicuramente non è un personaggio che si fa subito amare: arrogante, volgare, divide le donne in categorie (dare/avere/alla pari) e pensa di potersi permettere tutto solo perché è ricco.
Nel corso della storia, molto scorrevole e narrata in prima persona, lo vediamo ridimensionarsi, mettersi in gioco, ascoltare i consigli di persone quasi sconosciute, stringere amicizie una volta impensabili.
Il finale è aperto - cosa che io non amo - ma forse la storia lo richiedeva.
Dopo aver letto Io che amo solo te, ho deciso di provare con un altro titolo di Bianchini e devo confermare che il suo stile scorrevole e ironico mi piace anche se la storia a volte presenta qualche luogo comune.

Se domani farà bel tempo
Luca Bianchini
Edizioni Mondadori
€ 10,50 / 308 pagg

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma



mercoledì 13 luglio 2016

Libri sul comodino #2

Nell'ultimo periodo sono poco attiva sul blog assorbita da impegni e progetti che occupano la maggior parte del mio tempo libero.
Con Tito al mini-grest (che va benissimo) pensavo di riuscire a ritagliarmi più tempo e invece...
Comunque nel frattempo leggiamo sempre molti libri, questi sono gli ultimi che abbiamo preso in biblioteca.


Tico e le ali d'oro
Leo Lionni è uno dei nostri autori preferiti (abbiamo già letto Piccolo blu e piccolo giallo, E' mio! e Cornelio) e in questo libro parla di un uccellino nato senza ali.
Tico è aiutato dai suoi amici perché da solo fatica a procurarsi il cibo, amici che gli vogliono molto bene ma che lo abbandonano nel momento in cui si presenta loro con delle ali d'oro, dono dell'uccello dei desideri.

Il lupo che voleva cambiare colore
Protagonista di una serie di libri a lui dedicati, in questa storia il lupo proprio non ama più il suo colore nero e ne cerca uno nuovo che gli calzi a pennello. Ne prova uno diverso per ogni giorno della settimana per puoi trovare quello adatto a lui

Che cosa vedi?
Uno dei libri preferiti di Tito infatti spesso lo riprendiamo in prestito.
E' un libro cerca e trova dove, in mezzo a tanti disegni divisi per ambiente (spazio/mare/città) si devono cercare i mezzi di trasporto indicati a fondo pagina.
Non c'è testo ma aguzza la vista!

Io, nonno Carlo e la paura
Un libro davvero carino che affronta il tema della paura dei bambini raccontandolo attraverso il legame che lega Carletto a suo nonno Carlo e del loro rimedio per sconfiggere la paura.

Avete già letto qualcuno di questi titoli?

venerdì 1 luglio 2016

Io e te / Geneviève Coté

Quante volte abbiamo detto ad un'amica: vorrei essere come te?
Questo libro parla di due amici che si vogliono bene, così bene da voler essere l'uno come l'altro.


Coniglietto e Porcellino stanno dipingendo vicini quando, quasi all'unisono, di dicono:  vorrei tanto essere come te.
Coniglietto vorrebbe essere rosa come l'alba, col naso tondeggiante e non aver paura di niente proprio come Porcellino.
Dal canto suo Porcellino vorrebbe essere bianco come la neve, con il codino arruffato e le orecchie ballerine proprio come Coniglietto.
Iniziano così le loro trasformazioni utilizzando colori e piccoli oggetti che trovano accanto a loro per poi guardarsi, scoprire che sono davvero buffi e rendersi conto che prima erano più  belli.
Insieme capiscono che si vogliono così bene non perché sono uguali ma proprio perché sono così come sono.


Le frasi del libro sono brevi e molto semplici e descrivono l'amicizia in modo essenziale e ciò rende il concetto subito comprensibile anche ai bambini più piccoli. Le illustrazioni sono molto delicate e simpatiche dai bei colori tenui inoltre il formato molto pratico può essere facilmente infilato in borsa e portato fuori casa per intrattenere i bambini.

Io e te
Geneviève Coté
Edizioni Nord-Sud
€  8.90

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma

mercoledì 29 giugno 2016

L'asilo sta finendo: bilancio del nostro primo anno da "piccoli"

L'asilo è ormai agli sgoccioli ed è tempo di bilanci per il nostro primo anno che sta per concludersi.
Un anno iniziato con qualche piccola difficoltà ma che ci ha regalato grandi soddisfazioni.



All'inizio il mio Tito, abituato a mangiare solo poche cose, ha avuto un crollo e ha fatto parecchie mattine coi lacrimoni per non dover andare a scuola perché doveva mangiare.
Alla fine siamo riusciti a convincerlo che nessuno lo obbligava a fare ciò che non voleva e dopo tutti questi mesi (e con grande orgoglio) mangia pasta e riso con qualsiasi condimento, polenta, frittata, emmenthal, carne macinata e qualche volta il pesce al forno e la mela. Questo ovviamente solo all'asilo: a casa ha detto prima o poi ed io ancora gli credo.
Ha imparato a stare con gli altri bambini, ad avere dei compiti precisi come versare l'acqua a pranzo o sparecchiare e soprattutto ha imparato ad aspettare il suo turno cosa che a casa gli riesce ancora difficile.
I suoi disegni si sono evoluti da semplici cerchi a vere e proprie persone con tanto di capelli e gambe chilometriche, si è fatto degli amici e pure una morosina anche se lei secondo me non ne è consapevole!
Sono contenta di questo anno in cui l'ho visto cambiare e crescere, prendere coscienza di ciò che gli piace ed interagire con gli altri. E devo ammettere che a parte la scarlattina, non si è ammalato molto spesso quindi un punto in più per il mio Tito!
Per il mese di luglio ci aspetta il mini grest organizzato sempre dall'asilo, una sorta di proseguo dell'anno scolastico con qualche divertimento in più come le piscinette con cui giocare tutti i pomeriggi.
E poi ci ricaricheremo in attesa dell'anno da mezzani!

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